Nell’agosto di un’estate torrida si perse una pantera
confidando nel suo istinto girovagava di notte
e dormiva di giorno tra fichi d’india
piante d’ agave e finocchiella selvatica
non lo aveva mai visto prima
sempre gabbie carrozzoni fruste
due bambine riempivano un secchiello di sabbia
si fermò dietro di loro a guardare
quando il sole tramontò venne una donna
le prese per mano e le portò via
riflesse dietro le sue spalle c’erano le bambine
per raggiungerle la pantera si tuffò
il mare si tinse tutto di nero
(Sergio Zuccaro, Pantera, in “Date”, Campanotto Editore, 2007)
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